L’aurora

DiMike*01

L’aurora

Lo sciabordio delle onde

faceva eco al rumoreggiare dell’attesa.

In lontananza il ruggito della guerra.

E tu, in balia degli avvoltoi di turno,

con le tue scarpe troppo strette

e il fagotto tra le mani,

puntavi gli occhi neri al cielo

invocando il dio dei mari.

La notte grondava ansia e paura.

Eravate in tanti,

troppi,

sul ponte ammassati come stracci.

Il tempo scorreva lento e bagnato.

La barca rollava come giostra

e tu trattenevi il fiato facendoti leggero,

il tuo fagotto stretto tra le braccia.

Albeggiava appena,

quando accarezzavi con lo sguardo

il volo dei gabbiani,

vagheggiando il tuo futuro.

E fu in un battito di ali,

che vedesti fluire la tua vita verso il nulla,

precipitando nelle acque gelide e salate.

Ma quando, ebbro di stanchezza,

tentasti quell’ultima bracciata,

una mano bianca si tese ad afferrar la tua.

Ricordi quel cielo color lavanda?

Emilia MICHINIMARZO 2015

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